Conferenza stampa di Zeman del 22/06/2006
Zeman ha preso la parola subito a seguire dopo
l'introduzione del Presidente Giovanni Semeraro. Le prime
parole sono state di saluto: Mister in quale campionato pensa che allenerà il Lecce? "Uno deve essere pronto per tutte le evenienze. In questo caso comunque le valutazioni non sono le mie. Tutti hanno avuto la possibilità di sapere quello che è accaduto negli ultimi 8 anni di calcio. Se si vuol cambiare qualcosa oggi c'è la possibilità di farlo. Vedremo: A o B, faremo quanto pensiamo sia giusto fare" Un commento al suo ritorno sulla panchina del Lecce. "Io mi son trovato bene a Lecce, più fuori dal campo che in campo, a dire il vero. Sono tornato perchè c'è una famiglia che ha ben operato tanto che questa è una società che può essere presa a modello. E sono poche". Cosa pensa delle vicende che, scoperte, le danno ragione. "Rifletto più che altro su un fenomeno: tutti sono sereni, nessuno è colpevole, e così via. Se si continua così sarà triste" Il suo stato d'animo per questo. "Personalmente sono contento di aver fatto e detto quanto si sa. Negli ultimi otto anni molti risultati sono stati influenzati da cose extra calcistiche. Forse ho personalmente portato più danni che vantaggi alle società che mi hanno tesserato, ma sono in ogni caso soddisfatto perchè ho ritenuto fosse giusto regolarmi così. Spero che adesso si possa fare calcio avendo ciascuno quanto riesce a meritare sul campo". Una valutazione a posteriori e a distanza dell'anno trascorso a Lecce. "Ero e sono ancora convinto che quella squadra poteva dare di più. Ma anche questo è un lavoro d'equipe e dunque in un gruppo c'è sempre qualcosa che non funziona alla perfezione. Il fatto è che i problemi vanno risolti". Cosa l'ha spinta ad accettare il ritorno a Lecce: la società, la richiesta dei tifosi o che altro? "Innanzitutto la Società perchè un gruppo con il quale si può lavorare bene; sicuramente i tifosi, ai quali dico che la Società non aveva colpe per meritare la contestazione; infine l'auspicio di far divertire chi verrà allo stadio con l'intento di prenderci qualche soddisfazione". Da più parti si è parlato di squadra competitiva. Lei ha in mente qualche nome? "I nomi di solito non si fanno". Da parte sua e dello stesso Presidente si è parlato di "scollamento" all'interno del gruppo dello scorso anno. Può chiarire questa espressione? "In un gruppo capita che qualcuno non segua sino in fondo le indicazioni. Il problema credo sia nato dal fatto che la squadra si sia sentita salva dopo 10 giornate, non c'è più stata la voglia di migliorare, cosa che io chiedo sempre, per tutto il tempo in cui dura il campionato. Si lavora per migliorare giorno dopo giorno. C'è bisogno di lavoro e volontà per migliorarsi. Continuerò ad essere così, perchè sono convinto di essere nel giusto". Fa parte della sua filosofia dire che nessuno dei giocatori è incedibile. Ma dovesse indicare qualcuno tra quelli già disponibili in rosa, farebbe qualche nome? "Ci sono dei giocatori che mi piacciono e anche tanto. Ma bisogna capire se è a loro che piace stare. Un giocatore scontento non dà mai il 100% di quello che può. Non bisogna dimenticarlo". Chi sarà con lei nello staff? "Con me ci saranno Vincenzo Cangelosi, Roberto Ferola e Franco Paleari" E' stato definito il programma per il ritiro? "Sarà a Tarvisio, anche se non ho ancora visto la sede, e in linea di massima le date saranno dalla metà di luglio sino ai primi di agosto, ma questo ancora è da precisare nel dettaglio". Se l'aspettava la retrocessione del Lecce lo scorso anno? "Onestamente no. La squadra era quella, in sostanza. Speravo d'aver insegnato qualcosa in più, ma evidentemente c'erano altri problemi che io, dall'esterno, non posso certo giudicare e valutare. Le qualità tecniche c'erano". Lei viene da una esperienza non esaltante in B. A suo giudizio la cadetteria non è un po' scaduta come qualità? "Direi sì. Ma non dovrebbe essere così, poichè molti giocatori italiani, vista l'alta presenza di stranieri in A, avrebbero la possibilità di ben figurare in questa serie. Il problema è che si lavora poco e si gestisce molto. Sostanzialmente sono andate avanti quelle squadre che hanno espresso il gioco meno esaltante". Lei ha avuto altre richieste oltre Lecce? "Sì, ma ho scelto Lecce perchè sono convinto che ci siano le persone giuste che intendono il calcio così come lo intendo io".
Fonte:http://www.uslecce.it/ Il copyright delle foto appartiene in esclusiva all'U.S.Lecce |
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