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Fave nette
Il giorno prima, le fave già sbucciate, vengono messe a bagno in acqua fredda per ammorbidirle con l'aggiunta di sale, quanto basta. Il giorno dopo si procede alla cottura: scolate e sciacquate sotto l’acqua corrente, si versano nella pignata aggiungendo gli odori cipolla, sedano e pomodorini, ricoprendo il tutto con acqua e aggiunta di sale. La pignata va lasciata cuocere a fuoco lento, asportando con un cucchio la schiuma che si forma; di tanto in tanto, mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo altra acqua calda in caso di bisogno. Terminata la cottura vengono rimossi gli odori e, mescolando energicamente, si riducono le fave in purè. Vanno servite a tavola aggiungendoci un filo di olio d'oliva e accompagnate con cicorie selvatiche lesse (cicòre rèshte) e peperoncino piccante.
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Acqua e sale
Zuppa con acqua, sale e "frizzùli" (pezzi) di frisa, con aggiunta di pomodoro tagliato a fette, cipolla, peperoncino e profumata con basilico. Piatto tipicamente estivo. |
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'E pittule
Prelibatezze che si preparano nel periodo di Natale; le pittule si ottengono impastando farina con lievito, acqua e sale; dopo la lievitazione, si raccoglie l'impasto con una mano e si lascia cadere a piccole dosi nell'olio bollente. All'impasto si possono aggiungere cavolfiori o altre verdure per dare ulteriore sapore. |
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'I purciaddhrùzzi
Dolci natalizi preparati con impasto di farina, acqua, lievito e olio. L'impasto viene lavorato per ottenere dei lunghi bastoncini da cui si staccano piccoli pezzetti che vengono passati, con una leggera pressione del polpastrello della mano, su di una superficie ruvida, come quella di un cesto di canna e immersi nell'olio bollente. Dopo la cottura si cospargono di zucchero o miele. |
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'E fiche saccate (fichi secchi)
Una vera prelibatezza, durante l'estate, i fichi, venivano raccolti in dei cesti (panari) e trasportati sulle terrazze delle abitazioni o nei giardini per essere essiccati al sole. Tale operazione, proseguiva tagliando e aprendo in due, ogni fico, poggiandoli poi su dei (cannìzzi), delle basi piane, di dimensione di circa un metro per due, realizzati intrecciando canne. Ottenuta l'essiccazione si richiudevano uno ad uno, ponendovi all'interno una mandorla con un pizzico di cannella, schiacciati e conservati, con foglie di alloro, in boccacci di vetro. La consumazione avveniva soprattutto nelle stagioni fredde per dare energia al corpo. La varietà di fichi delle nostre campagne sono: 'i culùmmi, 'e culùmmare, 'e fiche paradisu e le fiche signurine. |
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