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Pashta fatta a 'ccàsa (Pasta fatta in casa)
Si impasta (shcàna) acqua e farina di grano duro fino a ottenere un impasto compatto dopodiche' lo si spezzetta un poco per volta per dare alla pasta le varie forme tipo orecchiette (ricchieddrhe), cavatelli e minchiareddrhi oppure, una volta appiattito, col mattarello, usando il coltello o una rotella da cucina si taglia a striscioline lunghe circa venti cm e larghe un cm; successivamente vengono piegate a metà e, passandoci sopra la mano, le si attorcigliano formando le sagne torte o tagliatelle. Le orecchiette insieme ai cavatelli si possono servire in vari vari modi: con ragù, con cime di rapa, saltandole in padella, con frutti di mare o semplicemente con salsa di pomodoro e basilico. Le sagne torte vengono condite con salsa di pomodoro e pezzettoni di carne di maiale oppure con ragù.
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'A pignata
Al mattino presto si metteva a cuocere, vicino al fuoco del grande camino ('u fumaru), la pignata contenente legumi come fagioli, piselli, ceci, fave o lenticche coperti d'acqua, che venivano consumati la sera al ritorno dalla campagna (de' fòre).
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Cicìri e tria (Ceci e tagliatelle)
Detta anche massa, si preparava durante la festività di San Giuseppe.
I ceci vanno messi a bagno il giorno prima della cottura; la mattina dopo, unitamente agli odori: cipolla, sedano e pomodorini, si versano in una pentola di terracotta, con abbondante acqua e due cucchiai di olio d’oliva e si mettono a cuocere a fuoco lento.
I ceci devono rimanere in abbondante brodo di cottura.
Intanto sulla (mattra) o tavola si prepara la (tria) impastando farina di grano duro, acqua e sale, quanto basta. Preparata la sfoglia, si tagliala a forma di tagliatelle lunghe venti cm. e larghe un cm.
Preparando 400 gr di pasta, 250 gr si fanno cuocere nel brodo di ceci mentre i restanti 150 gr vanno fritti in olio e peperoncino. Terminata la frittura si ripone il tutto, in un tegame di terracotta, assieme alla tria, cotta nel brodo, e ai ceci, amalgamando il tutto fino ad ottenere un composto che non risulti ne troppo liquido, ne troppo denso. Il piatto va servito bollente.
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'A paparotta (impasto di pane, legumi e verdura)
Era una pietanza ottenuta impastando legumi, gia' cotti, in genere fagioli, con pane e verdura. Questo piatto veniva preparato a cena poiche' lo si otteneva con alimenti avanzati dal pranzo. Nel nostro comune annualmente si svolge la "sagra da paparotta" |
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'E frasèddhre (friselle)
Sono ottenute impastando farina di grano duro con acqua e lievito, dopo aver suddiviso l'impasto in piccole porzioni, quanto un pugno, vengono infornate dopo avergli dato la forma di un tarallo. I taralli, tolti dal forno dopo una prima cottura, vengono aperte in due, con un fil di ferro di forma circolare e infornate per la seconda volta, ottenendo cosi' un prodotto croccante "la frisa".
La frisa, una volta bagnata in acqua, viene preparata in vari modi, tradizionalmente si gusta con pomodoro, olio d'oliva, sale e origano. |
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